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La scuola che attualmente frequentano i nostri bambini presenta ormai dei
limiti non più accettabili, è obsoleta, controproducente, fondata su un modello didattico pedagogico che era nato per combattere il forte tasso di analfabetismo presente in Italia. Ad oggi il modello non è cambiato un granché. Assistiamo quotidianamente a problematiche di varia natura ed entità che vertono attorno al mondo della scuola. Il modello studio-titolo di studio- lavoro non regge più. Ne consegue che abbiamo un sempre maggior numero di ragazzi demotivati, il che comporta un elevato tasso di abbandono scolastico, il che comporta a sua volta difficoltà nell’inserimento nel mondo del lavoro. La scuola deve cambiare, non possiamo permettere che i nostri ragazzi continuino a crescere in balia degli umori delle persone al potere, è necessario che vi sia un movimento forte che provenga dal basso. 

Partire da un modello “nuovo” che permetta una diversa formazione dell’individuo, che favorisca lo sviluppo della creatività, del pensiero divergente e del senso critico è possibile. Insomma, un’altra scuola è possibile!

“Nel nostro tempo e nell’ambiente civile della nostra società, i bambini… vivono molto lontani dalla natura ed hanno poche occasioni di entrare in intimo contatto con essa o di averne diretta esperienza”. (M. Montessori)

A questo punto  è doveroso ricordare come Il gioco all’aria aperta, il condividere con i compagni esperienze e avventure, la scoperta di una dimensione naturale che si perde con la crescita, siano solo alcune delle peculiarità che caratterizzano l’Outdoor Education.
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Ci sono in letteratura ormai svariati studi che dimostrano inoltre che i bambini che passano più tempo all’aperto rispetto ai pari età sviluppano un sistema immunitario più efficiente e, di conseguenza, si ammalano meno. Grazie al movimento all’aria aperta si riduce la probabilità di obesità e si rende più basso il rischio di acquisire errati atteggiamenti posturali che nel tempo potrebbero comportare seri problemi. Quante ore è giusto vincolare ad una sedia un bambino? 

Vivere l’esperienza è inoltre il miglior modo per favorire lo sviluppo di un apprendimento critico dei fenomeni. Se imparo in modo critico, sarò in grado di comprendere i fatti, modificare le mie percezioni e correggerle, potrò de-strutturare il mio sapere e crearne uno più completo quando avrò a disposizione nuovi elementi di valutazione. Potrò insomma costruire attivamente le mie competenze. Qualcuno potrebbe obiettare che così è troppo semplice… Beh, forse sì è davvero semplice. I bambini devo poter fare i bambini, devono poter correre liberi in un prato, devono arrampicarsi su un albero, devono nascondersi tra i cespugli.

Affrontare i propri limiti favorisce lo sviluppo di autonomie e metacognizione, cioè la capacità di auto valutare le proprie abilità e le proprie difficoltà. 

Per concludere, cosa stiamo aspettando? Gli attori del cambiamento siamo noi! 

Ecco un video che è importante guardare:
cambiare i paradigmi dell’educazione