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Terraterra – Educazione Naturale

Mese

marzo 2016

Le riflessioni che precedono un progetto

 Ci siamo incontrati un po’ per gioco, un po’ per passione ma uniti da un punto di vista comune: il desiderio di far riscoprire e di promuovere il benessere e la natura. ‘Outdoor education’, così la chiamano. Educazione all’aperto è il significato letterale. A noi piace parlare di educazione naturale, sotto intendendo il senso della semplicità, delle cose piccole ma cariche di valore che la vita di ogni giorno ci regala e che la natura distribuisce sempre con grande generosità a chi ancora sa meravigliarsi. A volte basta guardare fuori per trovare quello che si cerca e infilare un paio di scarpe comode per riuscire a conquistarlo..

Vorremmo dunque lavorare ed impegnarci su due fronti: sia attraverso attività di carattere più formativo e informativo proprio per far circolare una cultura di educazione naturale, sia attraverso attività sul campo per sperimentare insieme senza limitazione di età, genere, condizione fisica o altro tutto quello che il nostro contesto naturale ha da offrirci e, insegnarci.

Progetti Formativi e Informativi

Promozione della cultura dell’outdoor fondata sul rispetto e l’importanza di ritornare alle nostre radici, di stare di più all’aperto soli o, meglio ancora, insieme agli altri.

In un mondo in cui i tempi stringono, le relazioni vere sfuggono, tutto avviene in fretta e in confusione, bisogna essere performanti e non rimanere indietro con la conseguenza di un sempre più elevato livello di stress e di ansia, la riduzione di relazioni significative e uno spiccato e drammaticamente diffuso senso di solitudine e spaesamento. Noi preferiamo fermarci e scegliere di andare con calma, non con lentezza ma rispettando i nostri tempi e ponendo attenzione per la nostra salute psicofisica e per le nostre relazioni. Scegliamo di preferire l’andatura specifica per ciascuno di noi nel momento presente e sì scegliamo di valorizzare il presente onorandolo e non restando intrappolati nel passato, per aver uno sguardo vivace, curioso e creativo rivolto al futuro. Uno sguardo vitale e la natura è vita.

Verranno dunque presentati libri e piccole conferenze formative con realtà vicine e meno vicine a noi (a maggio La yurta nel bosco di Novara e a giugno L’asilo nel bosco di Ostia). Ci piacerebbe inoltre allestire in corso d’opera una piccola mostra fotografica delle attività svolte, questo perché consideriamo la fotografia una forma d’arte e un ottimo modo per fermare il presente.

Progetti sul campo rivolti a Bambini e Famiglie

Riteniamo che la promozione del benessere e delle autonomie dei più piccoli sia una pietra miliare per la formazione di persone sicure e serene. Bimbi capaci e sicuri hanno una migliore conoscenza di sé, possono sviluppare e accedere a capacità comunicative ottimali, lo sviluppo delle capacità relazionali e dell’empatia è superiore a quello di bimbi tendenzialmente insicuri e isolati e l’autostima appare crescente. Siamo inoltre fortemente convinti e consapevoli che sia la condivisione di esperienze positive di scoperta e di apprendimenti a favorire un sano e maturo processo di crescita e di sviluppo cognitivo ed emozionale. Crediamo e valorizziamo le autonomie dei più piccoli, certi che bambini che sappiano muoversi in maniera sicura e libera nel mondo possano farlo anche nelle relazioni con gli altri e questo farà di loro bimbi sicuri e felici e adulti più competenti, responsabili e ricchi di esperienze positive e insieme con gli altri. Sappiamo che è solo all’interno di una serena partecipazione affettiva con gli adulti di riferimento che si sedimentano esperienze strutturanti di crescita e di reale apprendimento. Per noi imparare non significa solo sapere le tabelline o “Passero solitario” a memoria, ma apprendere a stare con gli altri e dagli altri in un contesto piacevole e in un clima gioioso e non giudicante per valorizzare le specificità di ciascuno. Significativo è il numero sempre più crescente di disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione e dell’iperattività. Crediamo che i bambini oggi siano iperattivi anche perché iperstimolati, ipercontrollati, ipergestiti, iperprotetti. I ragazzini devono sperimentare la noia per conoscere e incontrare loro stessi come ci ha insegnato Winnicott. E devono saper sbagliare e riprovare, cadere, sbucciarsi un ginocchio, sciacquarsi alla fontana e ritornare a giocare! Oggi si forniscono sempre più attività controllate, strutturate e anche peggio: interattive ma non con un altro ragazzino, con uno schermo! Pure i giochi, i tornei avvengono online, ciascuno solo chiuso nelle pareti della propria cameretta mentre il mondo fuori non fa sconti e nelle relazioni non ci si sa muovere più, peggio, fanno paura. Ecco noi temiamo e ci sentiamo distanti da questo che consideriamo un lento processo di alienazione, preferiamo invece investire sui nostri figli, sulle nuove generazioni e agire con l’idea che dovremmo sentirci più padroni dei nostri spazi, del nostro ambiente, del nostro futuro.

La nostra idea è dunque di proporre attività di una singola giornata o più prolungate nel tempo per andare incontro ai bisogni fisiologici dei piccoli e alle esigenze dei loro genitori. Proporremo centri estivi, centri invernali e primaverili, secondo il calendario scolastico. Ci piacerebbe aderire al gruppo “nati per leggere”, perché la lettura è un ottimo paracadute e una finestra aperta sul mondo, magari attivando gruppi di lettura nel bosco e un angolo dei libri nei parchi pubblici e siamo certi che nessun libro verrebbe rubato o altro perché i bimbi proteggono le cose di valore meglio dei grandi! E poi crediamo che la città, e Aosta si presta benissimo, possa e debba diventare a misura di bambino. Prendiamo l’esempio di Fano con il progetto ‘La città dei bambini’. Ci piacerebbe inoltre poter sognare ancora con i nostri figli e poter realizzare e vivere la rappresentazione teatrale di fiabe nel bosco, magari in un sentiero itinerante… pensate di camminare insieme a riccioli d’oro e trovare la casetta dei tre orsi. Proporremmo ancora passeggiate nei boschi con la famiglia, con i nonni. Pensate a quanto sarebbe bello per entrambi, l’entusiasmo dei bimbi, la saggezza e le conoscenze dei nonni, un matrimonio che funziona! “Fasceggiate” tra mamme, come occasione per muoversi e confrontarsi un po’.. E ancora giochi e laboratori nella natura: giochi con la corda, giochi sporchi, giochi sensoriali, costruire storie sensoriali (libri che fanno cric, croc, frisch, costruzione di libri e storie con elementi naturali), giochi d’acqua (pozzanghere, ruscelli), giochi colorati (colorare con i vegetali), costruzioni con elementi della natura. E ricordiamoci che sempre Winnicott ci insegna come il gioco sia un’attività creativa fondamentale per il bambino; nel gioco il bambino mette tutto se stesso, il suo mondo, le sue emozioni..sapessimo noi adulti giocare un po’ di più e un po’ più liberamente..

E in ultimo riteniamo che la natura sia la “scuola senza pareti” migliore che ci sia e dunque ci piacerebbe costruire degli atelier formativi anche per i più grandicelli attraverso lezioni di scienza all’aperto (piccoli seminari nel bosco con insegnanti di materia di scienze, matematica e astronomia).

Progetti Adulti

Promozione del benessere personale e relazionale in un contesto naturale e naturalmente bello e piacevole.

Sì perché la natura, il silenzio dei boschi, la fatica dei sentieri, il rumore dei propri passi non fanno bene solo ai più piccoli, fanno bene e sono alla portata di tutti, senza discriminazione alcuna, senza limitazioni rispetto alle personali condizioni di salute. Il nostro pensiero è che esperienze all’aria aperta siano foriere sempre di benessere e crescita personale. Misurare la propria resistenza, darsi piccoli obiettivi o non darsene affatto e semplicemente camminare o sostare e stare con se stessi nel qui ed ora del momento presente ed essere consapevoli di sé, della propria stanchezza, della propria forza..sembra poco ma non lo è affatto! La corrente della mindfullness si basa proprio su tale principio, sulla consapevolezza di sé nel qui ed ora del momento presente: mindfullness è uno stato mentale,“una modalità dell’ essere, non orientata a scopi, il cui focus è il permettere al presente di essere com’è e di permettere a noi di essere, semplicemente, in questo presente” (Teasdale). Numerose esperienze ci mostrano come la montagna faccia terapia (Montagnaterapia) anche nei casi di difficoltà di ordine psicologico come nella sfera dei disturbi ansioso-depressivi, e di carattere più relazionale.

Pensiamo ancora ai disabili, agli anziani, alle demenze e a quanto possa essere stimolante l’esposizione attiva alla natura, la sensazione del vento sul viso, del sole che scalda, i suoni della natura, la ritualità rassicurante delle attività di ortoterapia e le attività nella natura con gli animali, in cui poter riscoprire la dimensione del tempo, dell’attesa in un ritmo costante di impegno, di un ‘fare’ impregnato da un profondo senso di utilità, di vitalità.

Le idee e i progetti sono molti e ci appassionano tutti ma non sono confusi o superficiali. C’è un pensiero, una riflessione, uno studio dietro ciascuno di essi, professionalità serie a cui ci riferiamo all’interno di un solido apparato teorico di riferimento. Tutto questo perché ci piace fare ma preferiamo fare bene.

La testimonianza di una mamma (grazie Elena)

Elena è una mamma che ha deciso di partecipare a Terra terra. Condividiamo con tutti voi questo scritto, sperando che riusciate a cogliere il trasporto con cui sono state scritte queste appassionate parole. Grazie Elena e buona lettura a tutt*. Vi invitiamo, se vi fa piacere, a condividerlo e commentarlo. 

Oggi è il 18 marzo e finalmente anche a Courmayeur, dove vivo, c’è aria di primavera.Finita la mattina di lavoro, vado dritta dritta a prendere il mio Nano n°1 all’asilo nido. Lì trovo una mamma che mi dice: “Oggi ho provato a venire con il passeggino invece che con la macchina: magari mio figlio si addormenta e io posso fare due passi, come fai sempre tu”. Non è vero, oggi sono in macchina, ma in effetti, estate o inverno, bello o brutto tempo, cerco sempre di muovermi tra casa-ufficio-nido-supermercato a piedi o in bici, con Nano n°1 e cane al seguito, destando lo stupore dei miei compaesani. Eppure Courmayeur è grossa come uno spillo ed è circondata da un paesaggio che il mondo ci invidia… perché sono in pochi ad approfittarne? Questione di tempo? Di clima e dislivelli? O di abitudine? È vero: le tante e ripide salite possono far desistere pedoni e i ciclisti. È vero: mi aiuto con una bici a pedalata assistita, che costa tanto e che ho potuto permettermi solo grazie al buon cuore del mio papà. Però è anche vero che niente vieta di fare alcuni pezzi di strada con i mezzi pubblici ed altri a piedi, o di prendere passaggi in auto da amici e parenti. Il rientro a casa da scuola non è una gara podistica: è un momento di condivisione con il proprio bambino, il quale, fra l’altro, credo che abbia bisogno di un tempo più lungo del nostro per osservare le cose che gli stanno intorno; un tempo che in macchina non ha e invece a piedi sì.

Oggi in macchina con me c’è mia sorella, le do un passaggio verso casa. Arrivate a destinazione respiriamo l’aria di primavera e lei mi dice: “E se invece di metterci a tavola facessimo due passi nei prati con i cani?”. Il mio cane è già in macchina che scalpita, il suo è a casa che fa altrettanto e così si va. Al sole si sta con la felpa, nonostante il venticello e in barba al leitmotiv della nonna “marzo non ti scoprire” (o aprile? … vale sempre per lei). Il Nano n°1 dovrebbe dormire, ma ritarda volentieri una mezzoretta per ruzzolar… ehm, correre giù per i prati ripidi a caccia dei primi crocus.

Oggi in realtà non sono diretta a casa, devo andare ad Aosta. Metto un infangato Nano n°1 in macchina a dormire e mi avvio verso valle, ma appena si addormenta posteggio vicino ad un prato e mi siedo a mangiare un panino. È qui che finalmente mi metto a scrivere questo articolo, che avevo promesso una settimana fa. Sono giorni di lutto per me, questi, e avevo perso l’ispirazione: il sole e il prato mi ridanno la serenità necessaria a riprendere il lavoro. Mi sembra di essere tornata a scuola, quando mi rifugiavo nel bosco con i libri per studiare: a casa mi veniva difficile. 

È per i piccoli avvenimenti come quelli di oggi che tifo per Terraterra – Educazione Naturale. Ho avuto la fortuna di avere due genitori che hanno abituato me e le mie sorelle a stare fuori: giochi in strada e al parco, sci sotto ogni forma, camminate in montagna, tempo passato in baita senza corrente elettrica, vacanze in campeggio, ore nel bosco a raccogliere legna, giornate nella fattoria di amici di famiglia… sono tutte cose che non ci sono mancate e che, oltre ad avermi dato milioni di bei ricordi, mi hanno insegnato tantissimo. Ah, e non è assolutamente da tralasciare la presenza prima di un cane, poi di un gatto e poi di un gatto e di un cane — e poi il numero di gatti e di cani è degenerato ed io nel frattempo ho avuto anche un cavallo e una pecora; il primo l’ho amato come un figlio e la seconda l’ho mangiata. 

E ora? E ora io da mamma del Nano n°1 in attesa del Nano n°2 cerco di non far mancare loro quel che i miei genitori mi hanno regalato, nonostante io mi trovi in un contesto differente: è diversa la disponibilità economica e di tempo libero, la quantità di ambiente rurale intorno a me è drasticamente calata, le possibilità di gioco per strada non sono più quelle di una volta… e chi più ne ha più ne metta. La nostra società è sicuramente cambiata molto negli ultimi decenni: da società rurale a società dei consumi in vari passaggi e sfumature. Quello che mi aiuterebbe a raggiungere il mio obiettivo, quel che auguro a tutti noi, è che ora si prenda la strada dello sviluppo sostenibile, del turismo sostenibile e della società sostenibile. Sostenibile per me va a braccetto con Rispetto e significa alta qualità ambientale e alta qualità della vita in termini di servizi, di serenità delle comunità, di tempo libero, di salute, di “disponibilità di sole”. Penso che queste cose non possano prescindere dall’amore di ognuno di noi per il proprio territorio, del proprio ambiente e delle proprie radici culturali — o dei luoghi che si visitano; un amore che può nascere solo dalla conoscenza. Penso che la conoscenza del proprio territorio e del proprio ambiente possa crearsi solo praticandoli: stando all’aria aperta, appunto. Penso anche che lo sforzo debba venire dagli adulti (nonni, genitori, liberi e singoli pensatori, amministratori pubblici, associazioni culturali) e che debba riflettersi in ogni insegnamento ai nostri figli, a partire dagli esempi che diamo loro per finire con la scuola. Credo che l’Associazione Terraterra sia uno dei mezzi per arrivare a questo. 

E allora tutti fuori! Perdere l’abitudine alla macchina! Intervallo a scuola sempre fuori e all’asilo sempre in giardino, altro che chiusi in aula per paura del colpo d’aria! Sport all’aria aperta e, visto che non siamo tutti sportivi, più dehor nei bar! Sia con il bello che con il brutto tempo: troppo facile amare il proprio ambiente quando c’è il sole, vanno amate anche tutte le gocce di pioggia e tutti gli aliti di vento. Abbiamo il goretex, il primaloft, le creme solari, gli occhiali da sole, le scarpe impermeabili, le lavatrici, le asciugatrici, l’acqua calda nelle docce: usiamoli!

 Oggi sono andata ad Aosta per trovare mia nonna in ospedale, la mia nonna che oggi compie 92 anni. Quando sono arrivata da lei mi ha sgridato perché avevo solo la felpa: marzo non ti scoprire! Lei, che ha visto la guerra e una vita gretta che noi non ci immaginiamo. Lei che da ragazza con la sua graziella andava da Aosta a Pila o da Aosta a Saint Denis per salutare gli amici. Lei che portava mio papà bambino a raccogliere le pelli delle vipere, fino a quando mio papà per sbaglio non ha raccolto una vipera viva. Lei che si cura le infiammazioni con l’agrù o con le foglie di cavolo. Lei che quando le ho detto che nei prati spunta la cicoira si è fatta venire l’acquolina in bocca. Lei che si stupirebbe se sapesse che abbiamo bisogno di una Associazione Terraterra, perché la Natura fa parte di lei in maniera più che profonda, perché l’alienazione dall’ambiente naturale è un problema che ha afflitto le generazioni dopo di lei, che fa parte di una generazione che ancora non si vergognava delle proprie origini contadine. Perché lei, che da bambina per giocare aveva al massimo una bambola, una trottola e il fosso per strada, che il massimo della festa era quando arrivavano le ciliege, che è stata fortunata a studiare fino in quinta elementare, non si immagina neanche la varietà di giochi e di possibilità educative e culturali che hanno i nostri figli. Lei che sostiene che si stava meglio quando si stava peggio. Lei che non ha mai avuto la possibilità di toccar con mano che il troppo stroppia.

Educazione all’aperto, il modello scozzese. (Con link alle risorse on line)

Articolo originale: Attitude shift needed to encourage outdoor play  (link all’articolo: www.eveningtimes.co.uk).

Abbiamo deciso di tradurre e trarre libera ispirazione da questo articolo in quanto ci è sembrato particolarmante significativo tra i tanti che vengono pubblicati in internet. In Scozia le attività outdoor stanno ottenendo ottimi risultati e sono attentamente monitorate e sostenute dal governo. Non vengono erogati fondi aggiuntivi, ma risorse di vario genere.

Vi preghiamo di perdonare gli errori di traduzione che potremmo aver commesso e vi preghiamo di segnalarli all’indirizzo email terraterravda@gmail.com o tramite messaggio alla pagina Facebook Terra terra.

Gli asili all’aperto stanno dando con i bambini dei risultati d’apprendimento migliori (rispetto ad altri istituti che non prevedono di utilizzare gli spazi aperti come aula), stando ai dati dell’Ispettorato della Custodia dei Bambini (Scozia).

L’ente regolatore ha proposto una risorsa per incoraggiare la creazione di luoghi adatti ai più piccoli per imparare all’aperto e per sollecitare i genitori ad avere meno paura dei rischi che vengono corsi nel giocare fuori.

My World Outdoors (Il Mio Mondo all’Aperto) dà informazioni agli asili su come sviluppare il gioco all’aperto che, come dimostrato, sviluppa le abilità di apprendere dei bambini, la loro fiducia e la loro capacità di recupero.

Ma le autorità hanno detto che sarà necessario un cambiamento nel comportamento dello staff dell’asilo e dei genitori per raggiungere un effettivo aumento delle capacità di apprendimento all’aperto dei bambini.

Aileen Campbell, Ministro dei Bambini e dei Giovani, ha detto: “Questo serve parzialmente a sfatare i miti a proposito del gioco all’aria aperta. Ci sono svariate pressioni che i genitori sentono addosso. Io stessa sono un genitore e so che le famiglie stanno facendo già del loro meglio, perciò dobbiamo trovare un punto d’incontro. Quando parli con i genitori, tutti hanno ricordi di quando uscivano e della loro possibilità di andare in giro – dobbiamo incoraggiare i genitori a dare ai loro figli quella stessa opportunità di sviluppare le abilità di superare gli ostacoli, costruire fiducia in sé stessi e essere elastici. Il Governo Scozzese non sta fornendo fondi ulteriori per supportare gli asili nelle loro attività outdoor, ma offriamo molti aiuti agli stabilimenti.”

Al momento ci sono 18 servizi per asili nido in giro per la Scozia che svolgono le loro attività all’aperto, senza badare al tempo scozzese.

Woodlan Outdoor Kindergartens (WOK – Woodland Outdoor Kindergartens), nel parco Pollok di Glasgow, vede i bambini passare l’80% del loro tempo fuori. Le neo-mamme Allison Latta e Debbie Simmers erano deluse dalle opzioni offerte dagli asili quando hanno avuto i loro figli, perciò hanno deciso che loro avrebbero potuto fare di meglio. Hanno lasciato i rispettivi lavori e hanno aperto Wok, che si è recentemente espanso dando vita ad una seconda struttura nel parco Dawsholm, nella zona ovest di Glasgow, e i due asili vedono circa 200 bambini ogni settimana.

I bambini rimangono all’aperto a prescindere dal tempo, che piova, nevichi o ci sia il sole. L’asilo rimane al chiuso solo quando c’è troppo vento, perché il parco diventa potenzialmente pericoloso. I bambini sono ben equipaggiati con vestiti appropriati alle temperature ed al tempo atmosferico, mangiano uno spuntino all’aperto e c’è una tenda per lavarsi le mani. Ogni tipo di apprendimento è guidato dai bambini e nonostante ogni attività rischiosa sia ben monitorata, il personale dell’asilo preferisce stare al proprio posto piuttosto che interferire con il gioco portato avanti dai pargoli. L’equipaggiamento dei bambini è descritto dallo staff come “libero”, ci sono pennelli, coperchi ed altri oggetti che non hanno una funzionalità ben precisa.

Clicca qui per vedere il Video del WOK.
Il successo della nursery si riflette nel report da parte dell’Ispettorato che si occupa della Custodia dei bambini, che mostra che hanno ricevuto i voti massimi. (Per maggiori dettagli vedere il link a fondo pagina relativo al care service inspection report)

Debbie Simmers ha dichiarato: “inizialmente, quando abbiamo aperto, era necessario sviluppare una grande campagna informativa per spiegare alle persone che questa era una buona idea per i bambini, per fargli capire cosa stavamo cercando di fare. Tendiamo a coprire i nostri bambini con una pellicola protettiva, ma loro sono più al sicuro quando imparano ad affrontare i rischi da soli. Ci vuole anche un grande cambiamento di atteggiamento da parte dello staff. Il tuo istinto naturale è quello di aiutare un bambino in difficoltà, quindi il personale ha dovuto imparare ed abituarsi a stare lontano per poter dare ai bambini la possibilità di fare le cose da sé. Non giochiamo con i bambini, li supportiamo ed aiutiamo.”

“Parlando di altri asili che potrebbero desiderare di portare il loro insegnamento dall’interno all’esterno delle aule,” ha detto Allison Latta, “il mio consiglio più importante è quello di avere fiducia. Numerosi asili che vogliono che i loro alunni giochino all’aperto hanno dovuto affrontare genitori contrari all’idea o preoccupati dei possibili rischi. Si deve trovare un personale che abbia la fiducia necessaria per portare i bambini fuori a prescindere dal tempo e che vuole stare all’aperto con loro, senza vedere l’attività come un peso. I bambini sono felici se il personale lo è.”

Link utili:

Curriculum for excellence through outdoor learning
Care service inspection report
My World Outdoors

Un ringraziamento speciale a Giulia (Giuggi) per il fondamentale aiuto nella traduzione.

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