Ci siamo incontrati un po’ per gioco, un po’ per passione ma uniti da un punto di vista comune: il desiderio di far riscoprire e di promuovere il benessere e la natura. ‘Outdoor education’, così la chiamano. Educazione all’aperto è il significato letterale. A noi piace parlare di educazione naturale, sotto intendendo il senso della semplicità, delle cose piccole ma cariche di valore che la vita di ogni giorno ci regala e che la natura distribuisce sempre con grande generosità a chi ancora sa meravigliarsi. A volte basta guardare fuori per trovare quello che si cerca e infilare un paio di scarpe comode per riuscire a conquistarlo..

Vorremmo dunque lavorare ed impegnarci su due fronti: sia attraverso attività di carattere più formativo e informativo proprio per far circolare una cultura di educazione naturale, sia attraverso attività sul campo per sperimentare insieme senza limitazione di età, genere, condizione fisica o altro tutto quello che il nostro contesto naturale ha da offrirci e, insegnarci.

Progetti Formativi e Informativi

Promozione della cultura dell’outdoor fondata sul rispetto e l’importanza di ritornare alle nostre radici, di stare di più all’aperto soli o, meglio ancora, insieme agli altri.

In un mondo in cui i tempi stringono, le relazioni vere sfuggono, tutto avviene in fretta e in confusione, bisogna essere performanti e non rimanere indietro con la conseguenza di un sempre più elevato livello di stress e di ansia, la riduzione di relazioni significative e uno spiccato e drammaticamente diffuso senso di solitudine e spaesamento. Noi preferiamo fermarci e scegliere di andare con calma, non con lentezza ma rispettando i nostri tempi e ponendo attenzione per la nostra salute psicofisica e per le nostre relazioni. Scegliamo di preferire l’andatura specifica per ciascuno di noi nel momento presente e sì scegliamo di valorizzare il presente onorandolo e non restando intrappolati nel passato, per aver uno sguardo vivace, curioso e creativo rivolto al futuro. Uno sguardo vitale e la natura è vita.

Verranno dunque presentati libri e piccole conferenze formative con realtà vicine e meno vicine a noi (a maggio La yurta nel bosco di Novara e a giugno L’asilo nel bosco di Ostia). Ci piacerebbe inoltre allestire in corso d’opera una piccola mostra fotografica delle attività svolte, questo perché consideriamo la fotografia una forma d’arte e un ottimo modo per fermare il presente.

Progetti sul campo rivolti a Bambini e Famiglie

Riteniamo che la promozione del benessere e delle autonomie dei più piccoli sia una pietra miliare per la formazione di persone sicure e serene. Bimbi capaci e sicuri hanno una migliore conoscenza di sé, possono sviluppare e accedere a capacità comunicative ottimali, lo sviluppo delle capacità relazionali e dell’empatia è superiore a quello di bimbi tendenzialmente insicuri e isolati e l’autostima appare crescente. Siamo inoltre fortemente convinti e consapevoli che sia la condivisione di esperienze positive di scoperta e di apprendimenti a favorire un sano e maturo processo di crescita e di sviluppo cognitivo ed emozionale. Crediamo e valorizziamo le autonomie dei più piccoli, certi che bambini che sappiano muoversi in maniera sicura e libera nel mondo possano farlo anche nelle relazioni con gli altri e questo farà di loro bimbi sicuri e felici e adulti più competenti, responsabili e ricchi di esperienze positive e insieme con gli altri. Sappiamo che è solo all’interno di una serena partecipazione affettiva con gli adulti di riferimento che si sedimentano esperienze strutturanti di crescita e di reale apprendimento. Per noi imparare non significa solo sapere le tabelline o “Passero solitario” a memoria, ma apprendere a stare con gli altri e dagli altri in un contesto piacevole e in un clima gioioso e non giudicante per valorizzare le specificità di ciascuno. Significativo è il numero sempre più crescente di disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione e dell’iperattività. Crediamo che i bambini oggi siano iperattivi anche perché iperstimolati, ipercontrollati, ipergestiti, iperprotetti. I ragazzini devono sperimentare la noia per conoscere e incontrare loro stessi come ci ha insegnato Winnicott. E devono saper sbagliare e riprovare, cadere, sbucciarsi un ginocchio, sciacquarsi alla fontana e ritornare a giocare! Oggi si forniscono sempre più attività controllate, strutturate e anche peggio: interattive ma non con un altro ragazzino, con uno schermo! Pure i giochi, i tornei avvengono online, ciascuno solo chiuso nelle pareti della propria cameretta mentre il mondo fuori non fa sconti e nelle relazioni non ci si sa muovere più, peggio, fanno paura. Ecco noi temiamo e ci sentiamo distanti da questo che consideriamo un lento processo di alienazione, preferiamo invece investire sui nostri figli, sulle nuove generazioni e agire con l’idea che dovremmo sentirci più padroni dei nostri spazi, del nostro ambiente, del nostro futuro.

La nostra idea è dunque di proporre attività di una singola giornata o più prolungate nel tempo per andare incontro ai bisogni fisiologici dei piccoli e alle esigenze dei loro genitori. Proporremo centri estivi, centri invernali e primaverili, secondo il calendario scolastico. Ci piacerebbe aderire al gruppo “nati per leggere”, perché la lettura è un ottimo paracadute e una finestra aperta sul mondo, magari attivando gruppi di lettura nel bosco e un angolo dei libri nei parchi pubblici e siamo certi che nessun libro verrebbe rubato o altro perché i bimbi proteggono le cose di valore meglio dei grandi! E poi crediamo che la città, e Aosta si presta benissimo, possa e debba diventare a misura di bambino. Prendiamo l’esempio di Fano con il progetto ‘La città dei bambini’. Ci piacerebbe inoltre poter sognare ancora con i nostri figli e poter realizzare e vivere la rappresentazione teatrale di fiabe nel bosco, magari in un sentiero itinerante… pensate di camminare insieme a riccioli d’oro e trovare la casetta dei tre orsi. Proporremmo ancora passeggiate nei boschi con la famiglia, con i nonni. Pensate a quanto sarebbe bello per entrambi, l’entusiasmo dei bimbi, la saggezza e le conoscenze dei nonni, un matrimonio che funziona! “Fasceggiate” tra mamme, come occasione per muoversi e confrontarsi un po’.. E ancora giochi e laboratori nella natura: giochi con la corda, giochi sporchi, giochi sensoriali, costruire storie sensoriali (libri che fanno cric, croc, frisch, costruzione di libri e storie con elementi naturali), giochi d’acqua (pozzanghere, ruscelli), giochi colorati (colorare con i vegetali), costruzioni con elementi della natura. E ricordiamoci che sempre Winnicott ci insegna come il gioco sia un’attività creativa fondamentale per il bambino; nel gioco il bambino mette tutto se stesso, il suo mondo, le sue emozioni..sapessimo noi adulti giocare un po’ di più e un po’ più liberamente..

E in ultimo riteniamo che la natura sia la “scuola senza pareti” migliore che ci sia e dunque ci piacerebbe costruire degli atelier formativi anche per i più grandicelli attraverso lezioni di scienza all’aperto (piccoli seminari nel bosco con insegnanti di materia di scienze, matematica e astronomia).

Progetti Adulti

Promozione del benessere personale e relazionale in un contesto naturale e naturalmente bello e piacevole.

Sì perché la natura, il silenzio dei boschi, la fatica dei sentieri, il rumore dei propri passi non fanno bene solo ai più piccoli, fanno bene e sono alla portata di tutti, senza discriminazione alcuna, senza limitazioni rispetto alle personali condizioni di salute. Il nostro pensiero è che esperienze all’aria aperta siano foriere sempre di benessere e crescita personale. Misurare la propria resistenza, darsi piccoli obiettivi o non darsene affatto e semplicemente camminare o sostare e stare con se stessi nel qui ed ora del momento presente ed essere consapevoli di sé, della propria stanchezza, della propria forza..sembra poco ma non lo è affatto! La corrente della mindfullness si basa proprio su tale principio, sulla consapevolezza di sé nel qui ed ora del momento presente: mindfullness è uno stato mentale,“una modalità dell’ essere, non orientata a scopi, il cui focus è il permettere al presente di essere com’è e di permettere a noi di essere, semplicemente, in questo presente” (Teasdale). Numerose esperienze ci mostrano come la montagna faccia terapia (Montagnaterapia) anche nei casi di difficoltà di ordine psicologico come nella sfera dei disturbi ansioso-depressivi, e di carattere più relazionale.

Pensiamo ancora ai disabili, agli anziani, alle demenze e a quanto possa essere stimolante l’esposizione attiva alla natura, la sensazione del vento sul viso, del sole che scalda, i suoni della natura, la ritualità rassicurante delle attività di ortoterapia e le attività nella natura con gli animali, in cui poter riscoprire la dimensione del tempo, dell’attesa in un ritmo costante di impegno, di un ‘fare’ impregnato da un profondo senso di utilità, di vitalità.

Le idee e i progetti sono molti e ci appassionano tutti ma non sono confusi o superficiali. C’è un pensiero, una riflessione, uno studio dietro ciascuno di essi, professionalità serie a cui ci riferiamo all’interno di un solido apparato teorico di riferimento. Tutto questo perché ci piace fare ma preferiamo fare bene.